Un'immagine dal manga
Un'immagine dal manga

Il personaggio "Mahou no Tenshi Creamy Mami" (letteralmente: "L'angelo della magia Creamy Mami") divenne molto popolare negli anni '80 tra tutti gli appassionati di cartoni animati. Nacque come manga, disegnato da Yuko Kitagawa e raccolto in due volumi usciti nel lontano 1983 per la Kodansha. La versione cartacea di Creamy fu realizzata contemporaneamente alla trasmissione in Giappone dell'anime, prodotto dallo Studio Pierrot (uno dei migliori studi d'animazione del tempo), e il cartone animato venne conosciuto in Italia come "L'incantevole Creamy". Sia il manga e che la serie televisiva furono sceneggiati da Kazunori Ito (che ha realizzato tra le altre cose anche Patlabor e Maison Ikkoku e ha collaborato con Mamoru Oshii nella realizzazione di Ghost in the Shell), che per la serie animata vantava anche la collaborazione della già famosa (per Lamù) character designer Akemi Takada, che avrebbe poi caratterizzato con il suo tratto altre famosissime serie di quegli anni come Kimagure Orange Road (su cui lavorò gran parte dello staff di Creamy) e Patlabor.

L'incantevole Creamy rinnovò il genere delle majokko, la cui capostipite era stata Sally la maga nel 1969, e per merito di una realizzazione molto curata e di alcune scelte azzeccate ed innovative riuscì ad ottennere un grande successo. Una di queste felici scelte fu scommettere sull'elemento musicale, facendo diventare l'alter ego della protagonista una idol e riempiendo quindi la serie di canzoni molto orecchiabili, sulla scia di un' altra serie di successo del periodo, Macross. La serie di Creamy Mami è l'unica fra quelle delle maghette dello Studio Pierrot ad avere un finale aperto, concepito come tale proprio per poter dare un seguito alle vicende di Mami attraverso 2 OAV: "Eien no once more" e "Long Goodbye", che furono trasmessi anche in Italia, nell'estate del 1985, al termine della serie, addirittura il primo come continuazione dell'ultima puntata (la N° 52).

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